Valutazione fertilità (spermiogramma)
Guida completa alla valutazione della fertilità maschile: lo spermiogramma come primo passo, quando eseguirlo, preparazione, interpretazione dei risultati e importanza dello stile di vita.
Che cos’è la valutazione della fertilità maschile
La valutazione della fertilità maschile comprende una serie di esami clinici e di laboratorio volti ad analizzare la produzione, la motilità, la morfologia e la vitalità degli spermatozoi. Il primo e più semplice passo è il cosiddetto spermiogramma, o analisi del liquido seminale, che fornisce informazioni fondamentali sulla funzionalità spermatica.
Perché è utile in coppie con difficoltà di concepimento
In circa la metà delle coppie che non riescono a concepire entro un anno, è presente almeno un fattore maschile. Identificare precocemente un’alterazione nella qualità o nella quantità degli spermatozoi permette un trattamento tempestivo e un migliore orientamento verso tecniche di supporto della procreazione o modifiche dello stile di vita.
Quando e come si esegue lo spermiogramma
L’uomo raccoglie un campione di liquido seminale, solitamente tramite masturbazione in un contenitore sterile, dopo un periodo di astinenza sessuale di circa 2-5 giorni. Il campione deve giungere al laboratorio entro un’ora e in condizioni idonee di trasporto. Lo spermiogramma valuta volume, concentrazione, motilità progressiva e totale, morfologia e vitalità secondo i criteri del Manuale World Health Organization (edizione 6).
Quali sono i parametri principali e le soglie di normalità
Secondo le linee guida più recenti, valori di riferimento includono una concentrazione di almeno 15 milioni/mL, motilità totali ≥40 %, motilità progressive ≥32 %, morfologia normale ≥4 % (5ª centile). Valori al di sotto di questi cut-off richiedono valutazione specialistica.
Limiti dell’esame e significato clinico
Lo spermiogramma è uno strumento importante ma non definitivo: anche con parametri borderline o leggermente alterati è possibile ottenere una gravidanza naturale. Viceversa, parametri normali non garantiscono al 100% la fertilità. Per questo motivo i risultati vanno interpretati all’interno del contesto clinico della coppia.
Successivi passi in caso di alterazione
Se il risultato mostra alterazioni, l’urologo-andrologo prescrive altri esami (hormonali, ecografia testicolare, indagini genetiche) e valuta eventuali trattamenti (varicocele, correzione endocrina, cambiamento di stile di vita). L’obiettivo è individuare cause correggibili e migliorare la funzione spermatica.
Importanza della prevenzione e dello stile di vita
Fattori come fumo, alcol, obesità, varicocele non trattato, esposizione a sostanze tossiche o alte temperature possono influenzare negativamente la spermatogenesi. Un controllo della fertilità può essere considerato anche come occasione di visita preventiva della salute maschile generale.
Non esiste una frequenza standard per lo spermiogramma: è raccomandato in presenza di difficoltà di concepimento dopo 12 mesi di rapporti non protetti, in età del partner maschile tra 20 e 55 anni, oppure prima di un percorso di fecondazione assistita. Può essere eseguito una tantum o ripetuto secondo necessità.
In caso di alterazione del risultato, l’andrologo decide se ripetere l’esame dopo 2-3 mesi, dopo interventi correttivi o modifiche dello stile di vita, o se procedere con accertamenti più complessi.
È importante evitare un’indagine frettolosa: il campione va raccolto secondo le indicazioni (astinenza sessuale, igiene, trasporto rapido) e vanno valutate almeno due spermiogrammi distanziati per stabilire una diagnosi affidabile.
Nel contesto della salute maschile, l’esame può essere inserito in una visita andrologica preventiva, soprattutto in uomini che desiderano diventare papà, e può essere ripetuto se vi sono fattori di rischio (es. varicocele, chirurgia testicolare, esposizione a chemo-terapia) anche in età più avanzata.
Uomini di età compresa tra 20 e 55 anni che desiderano avere figli o che fanno parte di una coppia con difficoltà di concepimento (non riuscita gravidanza dopo 12 mesi di rapporti non protetti) e che non presentano controindicazioni alla raccolta del campione.
Uomini che hanno fattori di rischio per alterata fertilità (varicocele, orchite/epididimite, chirurgia testicolare, chemioterapia, esposizione a sostanze tossiche, fumo, obesità) possono essere candidati a una valutazione anche in assenza di problemi di concepimento.
La valutazione è indicata anche prima di un percorso di procreazione medicalmente assistita per ottimizzare i tempi e la prognosi della coppia.
Il test è destinato esclusivamente al sesso maschile (gender = M) nell’intervallo di età previsto.
La partecipazione è volontaria ma raccomandata; la diagnosi precoce favorisce il successo riproduttivo.
Le linee guida europee della European Association of Urology raccomandano che ogni uomo in coppia infertile sia valutato da uno specialista con visita, anamnesi e spermiogramma.
Il documento di position statement della Italian Society of Andrology and Sexual Medicine (SIAMS) evidenzia che lo spermiogramma è parte integrante della diagnosi iniziale dell’infertilità maschile e va eseguito secondo criteri standardizzati.
Il manuale della World Health Organization – Sixth Edition rappresenta il riferimento internazionale per l’analisi del liquido seminale e garantisce l’adozione di parametri di qualità nei laboratori.
In Italia, i centri di andrologia e fertilità seguono questi standard per offrire una valutazione accurata della fertilità maschile e orientare il percorso terapeutico della coppia.
Fonti e riferimenti
- EAU Guidelines on Sexual and Reproductive Health (male infertility) – European Association of Urology
- SIAMS Position Statement – Male factor infertility (2022)
- WHO Laboratory Manual for the Examination and Processing of Human Semen (6th edition, 2021)
- Istituto ISES – Male Infertility Today (Italy)
- Analisi Cliniche di Piazza – Fertilità maschile: spermiogramma