Screening uditivo
Guida completa allo screening uditivo nei bambini: esame neonatale, controllo all’ingresso nella scuola primaria, benefici, modalità, interventi e ruolo dei genitori.
Che cosa è lo screening uditivo pediatrico
Lo screening uditivo nei bambini serve a identificare precocemente una perdita uditiva, congenita o acquisita, che può influire sullo sviluppo del linguaggio, della comunicazione e dell’apprendimento scolastico. Nella prima infanzia, un deficit uditivo non rilevato può portare a ritardi nell’acquisizione del linguaggio parlato, difficoltà sociali e scolastiche e costruzione incompleta delle competenze uditivo-linguistiche.
Razionale della diagnosi precoce
L’incidenza stimata della sordità congenita nei neonati è di circa 1-2 bambini per 1000 nati vivi. Lo screening universale entro il primo mese di vita è stato introdotto nei programmi nazionali italiani come misura raccomandata per garantire l’intervento tempestivo. Le linee guida nazionali indicano che la perdita uditiva deve essere sospettata e confermata entro i 3-6 mesi per permettere un trattamento efficace.
Quando e come si esegue
In Italia tutti i neonati devono essere sottoposti a screening uditivo già prima della dimissione dal reparto di ostetricia, idealmente entro i primi giorni di vita, utilizzando otoemissioni acustiche (OAE) e/o risposte uditive del tronco encefalico (ABR). Un secondo controllo può essere programmato all’età di circa 6 anni, in occasione dell’entrata nella scuola primaria, per verificare l’udito in condizioni evolutive diverse e cogliere eventuali deficit acquisiti.
Importanza del controllo a 6 anni
Al compimento dell’età scolare, il sistema uditivo e le abilità linguistiche e cognitive sono più sviluppati; un controllo a 6 anni consente di rilevare ipoacusie latero-acustiche, problemi di trasmissione o ritardo scolastico correlato a udito non ottimale. Questo secondo screening funge da “seconda opportunità” dopo l’esame neonatale, approfondendo la sorveglianza fino all’ingresso nella scuola.
Benefici e limiti
La precoce individuazione consente una riabilitazione più tempestiva (protesizzazione, logopedia, educazione uditiva) che migliora l’esito funzionale e scolastico. Tuttavia, lo screening non rileva tutti i casi (ad esempio ipoacusie progressive o tardive) e non sostituisce la sorveglianza clinica, il monitoraggio dell’orecchio medio e l’osservazione del linguaggio e della comunicazione.
Ruolo del pediatra e dei genitori
Il pediatra, il neuro-audiologo e il logopedista collaborano nel percorso di screening e intervento. I genitori devono essere informati sull’importanza di aderire ai controlli, osservare segnali quali ritardo linguistico, risposte inadeguate a stimoli sonori, o problemi scolastici legati all’udito, e segnalare tempestivamente ogni sospetto.
Organizzazione nel contesto dei servizi sanitari regionali
Lo screening audiologico universale è incluso nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e viene erogato gratuitamente. Le regioni italiane hanno attivato protocolli specifici, reti di audiologia pediatrica e sistemi di tracciamento e follow-up. Un secondo controllo all’età scolastica è una best practice che alcune regioni hanno già implementato per rafforzare la sorveglianza uditiva.
Il primo screening uditivo è effettuato in tutti i neonati prima della dimissione dal punto nascita o comunque entro il primo mese di vita, mediante test non invasivo (OAE/ABR). Il secondo controllo è raccomandato all’età di circa 6 anni, in corrispondenza dell’ingresso nella scuola primaria, come opportunità per rilevare ipoacusie acquisite o tardive.
In caso di positivo allo screening neonatale, il bambino viene indirizzato a un centro audiologico pediatrico per approfondimento diagnostico e intervento tempestivo. Se il risultato è negativo ma persistono segnali di sospetto (ritardo linguistico, difficoltà scolastica, otiti ricorrenti), è consigliato un controllo anticipato.
La partecipazione ai controlli è gratuita e viene organizzata dal servizio sanitario regionale. I genitori devono mantenere la documentazione, segnalare eventuali cambi di residenza e rispondere agli inviti del programma.
Se il bambino presenta fattori di rischio (prematurità, ipoacusia familiare, infezioni neonatali, otiti ricorrenti), il pediatra può pianificare esami audiologici più frequenti o specifici in base alla condizione clinica.
La sorveglianza non termina con i controlli programmati: eventuali modifiche nel linguaggio, comportamento o rendimento scolastico richiedono un’ulteriore valutazione audiologica.
Tutti i neonati nel primo mese di vita, a prescindere da fattori di rischio, nell’ambito dello screening audiologico universale. In aggiunta, tutti i bambini di 6 anni circa, in occasione dell’entrata nella scuola primaria, vengono sottoposti a un controllo uditivo.
Bambini con fattori di rischio aggiuntivi (prematurità, iperbilirubinemia, malformazioni cranio‐faciali, infezioni neonatali, storia familiare di ipoacusia) possono essere segnalati per controlli audiologici più frequenti o approfonditi.
I genitori e il pediatra devono essere sensibilizzati su segni di sospetto uditivo (ritardo linguistico, risposte scarse ai suoni, difficoltà scolastiche) e attivarsi per un’estensione del monitoraggio se necessario.
Le linee guida della Società Italiana di Pediatria (SIP) raccomandano lo screening uditivo neonatale universale e la conferma della perdita uditiva entro i 3-6 mesi per poter iniziare tempestivamente l’intervento. [Fonte nazionale]
La Società Italiana di Neonatologia (SIN) ha pubblicato un documento tecnico destinato a neonatologi e pediatri sull’organizzazione dello screening audiologico neonatale. [Fonte tecnica]
I servizi regionali di sanità pubblica includono lo screening uditivo nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e alcune regioni hanno definito percorsi di second-level per il controllo all’età scolastica.
Fonti e riferimenti
- Società Italiana di Pediatria – Sordità congenita
- Società Italiana di Neonatologia – Guida pratica screening audiologico neonatale
- INAPP – Screening uditivo e visivo neonatale in Italia (report 2020)
- Regione Calabria – Screening uditivo neonatale: percorso diagnostico-terapeutico
- Regione Lazio – Screening uditivo neonatale