Screening polmonare per aree ad alta esposizione radon
Guida completa allo screening ambientale ed esposizione al radon: chi è a rischio, quando misurare, come procedere e come ridurre l’esposizione per la salute polmonare.
Che cosa è l’esposizione al radon e perché riguarda la salute
Il radon è un gas radioattivo naturale che si forma dal decadimento dell’uranio presente nel suolo e nelle rocce. In ambienti chiusi – come abitazioni, locali interrati, garages o edifici costruiti su suolo permeabile – il radon può accumularsi a concentrazioni elevate, diventando un fattore rilevante di esposizione alle radiazioni per la popolazione. L’inalazione del radon e dei suoi discendenti radioattivi α-emittenti può danneggiare le cellule bronchiali e aumentare il rischio di carcinoma polmonare.
Qual è l’entità del rischio e il contesto italiano
Studi condotti in Italia stimano che circa il 10 % dei tumori polmonari possa essere attribuibile all’esposizione al radon in abitazioni, con variabilità regionale tra circa il 4 % e il 16 %. Il Piano Nazionale d’Azione per il Radon 2023-2032 identifica le aree prioritarie dove il livello di riferimento è superato nell’alta percentuale di edifici e definisce azioni e campagne di misurazione. Il rischio è significativamente più alto nei fumatori e nei soggetti già esposti ad altre radiazioni o a professioni con contaminazione.
Screening ambientale e “screening polmonare” nel nostro modello
Nel contesto del servizio “screening polmonare per aree ad alta esposizione al radon”, si propone alle persone residenti nelle zone identificate con elevata concentrazione di radon (es. alcune province delle regioni Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Lazio) un monitoraggio ambientale periodico e un percorso di sorveglianza respiratoria. L’esame include misurazione della concentrazione del radon indoor, consulenza sul rischio e, se indicato, approfondimenti respiratori (spirometria, tomografia, visita pneumologica).
Benefici della misurazione e interventi di rimedio
Identificare edifici con concentrazione elevata consente l’adozione di interventi di risanamento ambientale (ventilazione, tenuta del suolo, depressurizzazione) che riducono l’esposizione e, indirettamente, il rischio lungare. La verifica ogni cinque anni permette di assicurare che eventuali aumenti della concentrazione non restino non rilevati.
Limiti della strategia e responsabilità ambientale
Lo screening non sostituisce la riduzione del fumo, che rimane la principale causa di tumore polmonare. La misurazione radon è una indicazione preventiva e ambientale, non un esame diagnostico diretto della malattia polmonare. È importante che la persona sia informata sui risultati, sui limiti degli interventi e sulla necessità di collaborazione attiva (es. arredamento, aerazione, controllo dei materiali).
Struttura del percorso in 5 anni
Alla prima adesione viene eseguita la misurazione del radon indoor con dosimetri certificati (minimo 2-3 mesi). Se la concentrazione supera una soglia definita, vengono attivati interventi e talvolta controlli respiratori. Successivamente, ogni cinque anni, viene ripetuta la misurazione per valutare l’efficacia degli interventi o emergere ulteriori rischi.
Ruolo del cittadino e del servizio sanitario
Il cittadino residente nelle aree ad alto rischio riceve un invito, accede al servizio e riceve consulenza e follow-up. Le ASL e i centri ambientali lavorano insieme per individuare zone prioritarie, mappare edifici a rischio e attuare interventi coordinati, in linea con il Piano Nazionale d’Azione per il Radon (PNAR).
La misurazione del radon indoor e la sorveglianza polmonare vengono proposte con cadenza ogni cinque anni per le persone di età compresa tra 40 e 120 anni residenti in aree ad elevata concentrazione di radon o che hanno condizioni ambientali esposte. Il primo controllo avviene alla prima adesione e include la misurazione ambientale, la valutazione del rischio individuale (es. fumo, esposizioni lavorative) e la consulenza.
Se la concentrazione di radon risulta elevata (ad esempio > 300 Bq/m³ nelle abitazioni secondo D.Lgs. 101/2020), viene pianificato un intervento di risanamento e un controllo aggiuntivo prima dei cinque anni standard. Dopo l’intervento e risultato negativo, si prosegue con il ciclo quinquennale.
Il servizio è gestito in collaborazione con la ASL, centri ambientali e medici competenti; il paziente riceve un report ambientale, informazioni sugli interventi possibili e il calendario del controllo successivo. È raccomandato mantenere una buona aerazione indoor e adottare misure pratiche per ridurre l’accumulo di radon.
In caso di mutamento dell’abitazione (ristrutturazione, cambio piano, aumento della tenuta dell’edificio) è opportuno anticipare la misurazione a distanza minore di cinque anni.
La partecipazione al programma è fondamentale, ma l’aderenza può essere migliorata comunicando chiaramente i benefici e il significato della sorveglianza ambientale per la salute polmonare.
Persone di età compresa tra 40 e 120 anni residenti in aree identificate come ad alta esposizione al radon (es. zone con percentuale elevata di edifici > 300 Bq/m³ o classificate come “prioritarie” secondo il D.Lgs. 101/2020). Include sia fumatori che non fumatori, e in particolare chi ha casa al piano terreno o interrato, o spazi poco aerati.
Residenti in edifici costruiti prima del 2000 su terreno granitico o vulcanico, con presenza di locali abitati al piano interrato o seminterrato, o in aree montane/colline ad alta permeabilità.
Abitanti che hanno effettuato interventi di efficientamento energetico che possono aver modificato la ventilazione e aumentano il rischio di accumulo del radon.
Persone che per motivi professionali trascorrono molto tempo in ambienti interrati o seminterrati e hanno abitazione in zona ad alto radon.
Soggetti che desiderano consulenza ambientale e miglioramento della qualità dell’aria indoor, in un’ottica di prevenzione ambientale e salute polmonare.
Il Piano Nazionale d’Azione per il Radon 2023-2032 (PNAR) stabilisce come prioritarie le misurazioni nelle aree a elevata concentrazione e promuove campagne informative e di risanamento. Fonte PNAR
La normativa italiana (D.Lgs. 101/2020) recepisce la direttiva EURATOM e definisce livelli di riferimento per le abitazioni e i luoghi di lavoro, fissando criteri per l’identificazione delle “aree prioritarie”.
Le regioni che dispongono di mappe radon (es. Lombardia, Friuli-Venezia Giulia) applicano politiche specifiche e promuovono campagne di misura e riduzione dell’esposizione. Fonte Regione Lombardia PNAR
Le misure ambientali integrate con i percorsi sanitari costituiscono buone pratiche riconosciute in campo internazionale dalla World Health Organization e da agenzie ambientali nazionali.