MOC – densitometria ossea
Guida alla densitometria ossea (MOC/DXA) per le donne: perché farla dopo 50 anni, come interpretarla, quando ripeterla e come prevenire osteoporosi e fratture da fragilità.
Che cos’è la MOC/densitometria ossea
La MOC, nota anche come densitometria ossea o DXA (Dual Energy X-ray Absorptiometry), è un esame diagnostico che valuta la densità minerale ossea (BMD – Bone Mineral Density). Permette di stimare la resistenza dell’osso e il rischio di fratture da fragilità, in particolare nella donna in post-menopausa. È un esame rapido, non invasivo e con bassissima esposizione a radiazioni.
Perché è importante nella prevenzione della fragilità ossea
Dopo la menopausa, la riduzione degli ormoni femminili favorisce la perdita di massa ossea e l’aumento della fragilità scheletrica. La comparsa di osteopenia o osteoporosi rende più probabile la comparsa di fratture, soprattutto femorali e vertebrali. La MOC consente di identificare precocemente queste condizioni, prima che si manifestino eventi clinici gravi.
Quando e in chi va eseguita
Secondo le linee guida italiane e internazionali, la MOC è raccomandata nella donna in post-menopausa che presenta fattori di rischio aggiuntivi (età, storia familiare, fragilità, fratture pregresse). In Italia è previsto un percorso monitorato dal sistema sanitario o da reparto di reumatologia/radiologia, con opportunità di ripetizione dell’esame ogni 5 anni o in modo personalizzato in base al profilo di rischio.
Cosa dice l’esame e come si interpreta
L’esame fornisce un valore di densità ossea confrontato con un valore di riferimento (“T-score”). Un T-score ≤ –2,5 indica osteoporosi. Un valore compreso tra –1 e –2,5 indica osteopenia. Il risultato viene integrato con altri fattori come età, storia clinica, uso di farmaci e presenza di malattie che compromettono l’osso.
Limitazioni e precauzioni
La MOC non valuta la qualità dell’osso (microarchitettura) ma solo la densità; pertanto, un risultato nella norma non esclude completamente il rischio di fratture in presenza di altri fattori di fragilità. Inoltre, non è raccomandata come screening universale per tutte le donne giovani, ma va selezionata in base al rischio.
Ruolo nel percorso preventivo e terapeutico
Se l’esame evidenzia osteopenia o osteoporosi, il medico può attivare misure preventive (nutrizione adeguata in calcio e vitamina D, attività fisica, cessazione del fumo) o iniziare terapie specifiche. La MOC quindi diventa parte integrante della strategia di prevenzione secondaria della frattura da fragilità.
Organizzazione del follow-up ogni cinque anni
Nel contesto di una donna in buona salute senza fratture pregresse o altri fattori di grave rischio, l’esame può essere ripetuto ogni cinque anni nell’ambito di sorveglianza. In presenza di fattori di rischio più elevati, il medico può decidere intervalli più ravvicinati e un monitoraggio più intensivo.
L’esame viene proposto ogni cinque anni per donne senza fattori di rischio elevato, a partire dall’età di 50 anni. In presenza di fattori di rischio (frattura precedente da fragilità, uso cronico di cortisonici, malattie metaboliche ossee, menopausa precoce) l’intervallo può essere ridotto e la decisione personalizzata dal medico specialista.
La prenotazione avviene presso il reparto di radiologia o reumatologia che svolge la MOC (densitometria ossea). È importante che la donna porti con sé la richiesta del medico, la propria storia clinica e la lista dei farmaci in uso.
Una volta eseguito l’esame, il referto dovrebbe indicare il T-score, il confronto rispetto ai valori di riferimento, eventuali suggerimenti di follow-up e una copia deve essere conservata nel fascicolo sanitario personale.
La partecipazione allo screening non sostituisce le visite senologiche o osteoporosi clinica: se la paziente sviluppa sintomi (dolore osseo, altezza ridotta, fratture spontanee) deve contattare subito il medico e non attendere il prossimo controllo a cinque anni.
In presenza di terapia contro l’osteoporosi o condizioni cliniche speciali, il medico deciderà la periodicità del follow-up densitometrico che può essere annuale o biennale.
Donne di età compresa tra 50 e 120 anni al momento dell’inserimento nella sorveglianza, con sesso femminile, senza diagnostica conclamata di osteoporosi e che non siano già in terapia specifica. L’età minima suggerita è 50 anni, ma la decisione di iniziare anticipatamente va discussa col medico in presenza di fattori di rischio.
Non rientrano nel programma standard le donne con frattura da fragilità già avvenuta, malattie metaboliche ossee complesse o che sono già in terapia per osteoporosi: in questi casi il follow-up è personalizzato e gestito dallo specialista.
La partecipazione è volontaria ma fortemente raccomandata; la paziente deve essere informata sui risultati e sul percorso successivo ai dati di densità ossea ridotta.
L’adesione sistematica allo screening ogni cinque anni consente di costruire un profilo di densità ossea lungo tutto l’arco della vita e intervenire in modo tempestivo in caso di cambiamenti significativi.
Le Linee Guida Italiane per la Diagnosi, Prevenzione e Terapia dell’Osteoporosi (SIOMMMS/SIE/SIR/SIMFER 2021) indicano che la densitometria ossea è l’esame di riferimento per la valutazione della massa ossea e che deve essere eseguita nei soggetti a rischio. È inoltre raccomandato che l’esame venga ripetuto nei casi selezionati in intervalli di tempo adeguati.
Le raccomandazioni europee sulle fratture da fragilità definiscono la DXA come “gold standard” per la valutazione BMD e la integrazione del risultato con strumenti di rischio come FRAX®.
Il Ministero della Salute richiama che l’accesso alla densitometria va valutato sulla base dei fattori di rischio e che l’esame non deve essere richiesto come screening universale senza selezione.
I centri di radiologia e reumatologia che eseguono la MOC devono rispettare criteri di qualità e tariffe di riferimento secondo le note ministeriali.
Il medico di medicina generale e lo specialista devono collaborare per identificare le pazienti idonee, impostare la sorveglianza nel tempo e garantire l’adesione al percorso.
Fonti e riferimenti
- SIOMMMS – Indicazioni alla densitometria ossea (2021)
- Italian guidelines on prevention and treatment of osteoporosis (2017)
- Ministero della Salute – Linee guida prevenzione dell’osteoporosi (2014)
- IOF – SCOPE 2021 Italy report on osteoporosis
- ULSS 6 Veneto – Accesso alla densitometria ossea: criteri di prescrizione