Microalbuminuria
Guida completa al controllo della microalbuminuria nei pazienti con diabete: quando farlo, valori di riferimento, benefici, limiti e percorso di sorveglianza annuale.
Che cos’è la microalbuminuria
La microalbuminuria consiste nell’escrezione urinaria di albumina in quantità superiore al normale ma inferiore ai limiti della proteinuria manifesta. In soggetti con diabete, rappresenta uno dei primi segni di coinvolgimento renale ed è associata non soltanto al rischio di nefropatia diabetica ma anche a un aumentato rischio cardiovascolare.
Perché va controllata nei soggetti diabetici
Nei pazienti con diabete mellito, una disfunzione precoce del filtro glomerulare determina la permeabilità alle proteine plasmatiche, in particolare all’albumina. La microalbuminuria è quindi un indicatore sensibile di danno renale iniziale e consente di intervenire tempestivamente con misure preventive, benché ancora prima che la funzione renale si alteri significativamente.
Come si misura e quali sono i valori di riferimento
L’esame può essere effettuato su campione di urine delle 24 ore o più comunemente mediante il rapporto albumina/creatinina (ACR) su una singola urine. Secondo le linee guida, un ACR compreso tra 30 e 300 mg/g è definito microalbuminuria. È importante escludere condizioni transitorie che possono alterare i risultati, come infezioni urinarie, esercizio fisico intenso o iperglicemia acuta.
Quando iniziare il controllo e con quale frequenza
Le linee guida suggeriscono di iniziare lo screening nei soggetti con diabete di tipo 1 dopo circa 5 anni dalla diagnosi, e nei soggetti con diabete di tipo 2 fin dalla diagnosi. Successivamente, il controllo va ripetuto almeno una volta l’anno. Un programma di sorveglianza annuale permette di intercettare la microalbuminuria in fase precoce e di attivare misure terapeutiche e di stile di vita.
Quali interventi in caso di esito positivo
Se il valore risulta elevato, è necessario confermare dopo alcune settimane l’esito e valutare modifiche dello stile di vita, controllo glicemico intensificato, trattamento dell’ipertensione e uso di farmaci protettivi renali (ACE-inibitori o ARB). Queste misure possono rallentare o invertire il danno renale nei casi iniziali.
Importanza nella prevenzione della progressione renale
Una diagnosi precoce tramite microalbuminuria consente di intervenire prima dell’insorgere di danni irreversibili: la progressione verso la nefropatia conclamata e l’insufficienza renale terminale può essere significativamente rallentata. Inoltre, un valore elevato segnala la necessità di un’attenta sorveglianza cardiovascolare.
Il controllo della microalbuminuria va effettuato almeno una volta all’anno nei soggetti con diabete di tipo 1 (a partire dopo circa 5 anni dalla diagnosi) oppure in quelli con diabete di tipo 2 fin dalla diagnosi. Il prelievo può essere eseguito con un campione casuale della prima minzione o con raccolta di 24 ore in base al protocollo laboratoristico.
È opportuno che il campione sia raccolto in un giorno senza infezioni urinarie, senza attività fisica intensa nelle 24 ore precedenti e in relativa condizione metabolica stabile. In caso di microalbuminuria confermata, si stabilisce un programma di follow-up adeguato e il trattamento viene intensificato.
Il risultato andrà interpretato alla luce della funzione renale (GFR stimato), della pressione arteriosa, del controllo glicemico, della presenza di retinopatia diabetica e di altri fattori di rischio. Il paziente deve essere informato sull’importanza dell’esame e delle azioni conseguenti.
Il test è generalmente gratuito o offerto nei percorsi diabetologici territoriali; il medico curante lo prescrive come parte integrante del monitoraggio metabolico annuale.
Il controllo annuale consente anche un monitoraggio della tendenza nel tempo: oscillazioni crescenti possono suggerire la necessità di approfondimenti e consulto nefrologico.
Uomini e donne di età compresa tra 18 e 120 anni che hanno una diagnosi di diabete mellito (tipo 1 o tipo 2) e che non presentano già una nefropatia conclamata. Il controllo annuale è particolarmente raccomandato nei pazienti con durata della malattia superiore, mal controllo glicemico, ipertensione arteriosa, dislipidemia o fumo.
Il test è parte integrante del monitoraggio metabolico globale e va inserito nel follow-up del paziente diabetico secondo i protocolli del medico curante o del centro diabetologico. Anche in assenza di sintomi renali, la microalbuminuria può essere presente e va ricercata attivamente.
Il test è offerto nei laboratori convenzionati e fa parte del controllo metabolico annuale raccomandato nelle linee guida diabetologiche.
Anche in età giovane, purché già in condizione diabetica, è opportuno iniziare la sorveglianza, poiché i danni renali possono manifestarsi in modo silente.
Il paziente deve essere coinvolto attivamente, comprendere il significato dell’esame e collaborare all’aderenza al monitoraggio e alle raccomandazioni terapeutiche.
Le linee guida KDIGO, KDOQI e le raccomandazioni italiane raccomandano lo screening annuale della microalbuminuria nei soggetti con diabete, al fine di individuare tempestivamente il danno renale. Le società scientifiche diabetologiche e nefrologiche sottolineano l’importanza di un controllo precoce e sistematico.
Nei documenti italiani è indicato che la microalbuminuria rappresenta un marcatore prognostico di nefropatia diabetica e rischio cardiovascolare e che la sorveglianza dev’essere parte del percorso di cura permanente del paziente diabetico.
Fonti e riferimenti
- NKF KDOQI – Screening for microalbuminuria in patients with diabetes
- AMD & SIMG – Prevenire e curare la nefropatia diabetica
- ISS – Linee guida diabete e complicanze 2011
- Penno G., Lucchesi D., Pucci L. – La microalbuminuria: cosa si aspetta il clinico
- Regione Toscana – Linee guida nefropatia diabetica (2012)