Funzionalità renale (creatinina, eGFR)
Guida alla valutazione della funzione renale (creatinina ed eGFR) negli anziani: perché farla, quando, significato del risultato, benefici, limiti e cosa fare con il medico.
Che cos’è la valutazione della funzionalità renale
La funzionalità renale viene comunemente monitorata mediante la misurazione della creatinina sierica e la stima della velocità di filtrazione glomerulare (eGFR – estimated Glomerular Filtration Rate). L’eGFR è calcolata tramite formule che tengono conto della creatinina, dell’età, del sesso e della superficie corporea e fornisce un’indicazione della capacità dei reni di filtrare i liquidi e le sostanze di scarto dal sangue. Questo controllo è particolarmente rilevante nei soggetti anziani, nei quali la funzione renale può calare gradualmente e più rapidamente in presenza di fattori di rischio quali ipertensione, diabete o uso di farmaci nefrotossici.
Perché è utile nei soggetti sopra i 65 anni
Con l’avanzare dell’età la filtrazione glomerulare tende fisiologicamente a ridursi, anche in assenza di malattia renale evidente. Studi europei mostrano che dopo i 65 anni la prevalenza di eGFR < 60 mL/min/1,73 m² sale in modo significativo. Un monitoraggio regolare può permettere di intercettare precocemente una riduzione della funzione renale, modificare i fattori di rischio e adattare la terapia farmacologica prima che compaiano complicanze come insufficienza renale cronica, alterazioni elettrolitiche o interazioni farmacologiche pericolose.
Come si esegue l’esame e cosa significa il risultato
L’esame di laboratorio consiste nel prelievo di sangue, con determinazione della creatinina e, in molti casi, anche dell’albuminuria nelle urine per meglio valutare la presenza di danno renale. Il laboratorio calcola automaticamente l’eGFR. Un valore di eGFR < 60 mL/min/1,73 m² o la presenza di albuminuria suggeriscono la presenza di malattia renale cronica (CKD). Tuttavia, nelle persone anziane, l’interpretazione richiede attenzione poiché il calo renale può riflettere solo l’invecchiamento e non sempre richiede intervento immediato.
Quando ripetere il controllo ogni 2 anni
Questo controllo biennale è raccomandato nei soggetti di età pari o superiore ai 65 anni, senza diagnosi nota di malattia renale, come misura di sorveglianza. In presenza di riduzione della funzione o fattori di rischio aggiuntivi (diabete, ipertensione, uso di farmaci nefrotossici), il medico può decidere di anticipare il controllo o inserire un intervallo più frequente.
Benefici della sorveglianza regolare
Monitorando regolarmente la funzione renale, è possibile intervenire tempestivamente con modifiche dello stile di vita, aggiustamento di terapie farmacologiche (dose, farmaci alternativi), gestione attiva della pressione e della glicemia e referral a nefrologo quando indicato. Questo può rallentare la progressione verso malattia renale avanzata, ridurre il rischio di ospedalizzazione e migliorare la qualità della vita.
Limiti e aspetti da considerare
È importante ricordare che una riduzione moderata dell’eGFR in soggetti anziani può essere una variante della normale senescenza renale e non sempre richiede terapia. Inoltre, l’eGFR può essere influenzata da massa muscolare, peso corporeo e alcune condizioni cliniche; in questi casi si possono usare marker più specifici o la cistatina C. Ogni decisione terapeutica va presa in un contesto clinico globale.
Ruolo del medico di medicina generale e del nefrologo
Il medico di medicina generale svolge un ruolo centrale nel coordinare la sorveglianza, interpretare i risultati e avviare eventuali approfondimenti. In caso di eGFR < 45 mL/min/1,73 m², albuminuria persistente o rapida riduzione della funzione renale, è indicato un referral a nefrologo. Un approccio integrato tra MMG, laboratorio e nefrologo permette una gestione efficace del rischio renale nell’anziano.
Il test di creatinina ed eGFR va eseguito, in assenza di malattia nota, ogni due anni negli adulti di età pari o superiore a 65 anni. Il controllo può essere anticipato se emergono fattori di rischio come ipertensione, diabete, malattia cardiovascolare, terapie nefrotossiche o segni di riduzione della funzione renale.
La prenotazione può essere fatta dal medico di medicina generale nell’ambito dell’assistenza di base. Il risultato va registrato e confrontato con quelli precedenti per verificare eventuali trend negativi.
In caso di valore di eGFR persistente < 60 mL/min/1,73 m² o aumento dell’albuminuria, è opportuno intensificare la sorveglianza e considerare il referral al nefrologo.
Il percorso biennale è pensato per soggetti senza manifestazioni cliniche e senza storia di malattia renale; in presenza di condizioni a rischio il medico può modulare la frequenza del monitoraggio.
La partecipazione è semplice: basta un normale prelievo ematico insieme ad altri esami di routine, e rappresenta un’opportunità di prevenzione importante in età geriatrica.
Adulti di età pari o superiore a 65 anni, senza diagnosi nota di malattia renale, che desiderano partecipare a un percorso di prevenzione geriatrica coordinato dal medico di base. Il programma è utile anche per chi assume farmaci potenzialmente nefrotossici, ha ipertensione, diabete, malattia cardiovascolare o ha avuto esposizione a contrasto iodato.
In presenza di storia di malattia renale, dialisi, trapianto o nefropatia nota, si segue un percorso specialistico – questo test biennale è pensato per la funzione renale “apparente” sana.
La sorveglianza viene offerta anche agli anziani con buona aspettativa di vita che desiderano mantenere una buona qualità di cura e prevenire complicanze renali.
Il medico di base spiega l’importanza dell’esame, lo inserisce nei controlli di routine e interpreta insieme al paziente i risultati e la frequenza appropriata.
La partecipazione al percorso è volontaria ma fortemente consigliata come parte integrante dei controlli periodici in età geriatrica.
Le linee guida internazionali dell’organizzazione Kidney Disease: Improving Global Outcomes (KDIGO) 2024 includono la stima dell’eGFR come indicatore primario per la valutazione della malattia renale cronica negli adulti a rischio e destinano attenzione speciale agli anziani.
Studi europei recenti confermano che la prevalenza di declino della funzione renale cresce con l’età e che l’eGFR < 60 mL/min/1,73 m² dopo i 65 anni rappresenta un criterio aumentato di rischio clinico.
In Italia, pur non essendoci ancora un programma di screening renale universale, la sorveglianza della funzione renale è raccomandata nei soggetti con fattori di rischio e fa parte degli esami di prevenzione geriatrica nei controlli periodici da parte del medico di base.
Fonti e riferimenti
- KDIGO 2024 – Clinical Practice Guideline for Chronic Kidney Disease
- Renal function assessment in older people: comparative study (2024)
- Prevalence of reduced eGFR in European adults (2025)
- KDIGO – FAQs about GFR estimation
- Sex- and age-specific reference values of estimated GFR (Kidney International)