Esame audiometrico annuale
Guida al controllo annuale dell’udito per persone di età 65 anni e oltre: come si esegue, perché è importante, benefici, tempestività e modalità del percorso.
Che cos’è l’esame audiometrico
L’esame audiometrico è un test che consente di valutare la capacità uditiva di una persona, mediante toni puri e, se necessario, stimoli vocali in cuffia o tramite via ossea, in condizioni controllate. Per le persone in età geriatrica (a partire dai 65 anni), questo controllo assume particolare importanza: l’udito tende a ridursi progressivamente con l’età (presbiacusia) e ciò può avere implicazioni sulla qualità della vita, la comunicazione, l’autonomia e l’inclusione sociale.
Perché farlo annualmente
Una perdita uditiva non rilevata e non trattata può condurre all’isolamento sociale, a difficoltà nella comunicazione, all’aumento del carico cognitivo e al rischio maggiore di declino cognitivo, depressione e incidenti domestici. Le linee guida della Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandano uno screening dell’udito nella popolazione anziana, in modo da identificare precocemente i deficit uditivi e intervenire tempestivamente.
Come si svolge l’esame
Il paziente viene invitato in ambulatorio o centro acustico autorizzato. Dopo un’otoscopia preliminare per escludere orecchio medio ostruito e cerume, viene eseguita l’audiometria tonale liminare in cuffia (via aerea) e, se necessario, anche tramite la via ossea. I risultati vengono riportati su un grafico audiometrico che indica la soglia in decibel (dB) per ciascuna frequenza. Il tecnicista e/o l’otorinolaringoiatra interpretano l’esame e, in presenza di deficit, propongono ulteriori approfondimenti.
Quando e per chi è indicato
Per chi ha 65 anni o più, una valutazione audiometrica annuale rappresenta una misura di sorveglianza utile per identificare deterioramenti uditivi in tempo utile. In presenza di fattori aggiuntivi (esposizione prolungata a rumore, uso di farmaci ototossici, malattie croniche), l’esame può essere raccomandato più frequentemente o abbinato a controllo specialistico.
Cosa succede in caso di perdita uditiva
Se l’esame rileva un’ipoacusia, vengono proposte misure come l’uso di protesi acustiche, l’adesione a programmi di riabilitazione uditiva, l’adattamento ambientale (migliore illuminazione, riduzione rumore di fondo) e il coinvolgimento del medico curante per escludere cause reversibili. Un trattamento tempestivo migliora l’intelligibilità, riduce la fatica uditiva e favorisce la partecipazione sociale.
Limiti e considerazioni
L’esame audiometrico richiede collaborazione del paziente (risposta ai suoni), condizioni ambientali adatte e tecnici qualificati. In età avanzata, comorbidità come deficit cognitivi, malattie neurologiche o tremori possono rendere la prova più difficile. Tuttavia, ciò non ne compromette il valore preventivo se gestito da centri qualificati.
L’esame audiometrico va eseguito **una volta all’anno** a partire dai 65 anni di età, oppure prima se presenti fattori di rischio (rumore, farmaci ototossici, problemi cardiovascolari). Il controllo va ripetuto in modo regolare per consentire la comparazione dei valori nel tempo e la valutazione di eventuali peggioramenti.
Se l’ultimo esame è risultato nella norma, si ripeterà dopo dodici mesi; se ha evidenziato un deficit, si stabilirà il piano di follow-up e la frequenza potrà essere modificata dal medico audiologo o ORL.
L’esame deve essere effettuato da centro acustico o ORL autorizzato con ambiente silente, audiometro tarato e tecnico specializzato, affinché i risultati siano affidabili e comparabili.
In caso di uso di protesi acustica già installata, è utile un controllo annuale di adattamento, valutazione del guadagno, verifica batteria/ricarica e eventuali aggiustamenti.
È consigliato che l’esame sia integrato con anamnesi uditiva e screening di comorbidità (diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari) dato che queste condizioni possono influenzare l’udito.
Uomini e donne di età compresa tra 65 e 120 anni, indipendentemente dal genere, senza distinzione, purché con capacità di collaborare all’esame e senza controindicazioni alla visita audiologica. L’esame va eseguito anche nei soggetti che già portano protesi acustiche, al fine di verificarne il funzionamento e adattamento.
Persone con malattie croniche (diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari), esposizione prolungata a rumore, uso di farmaci ototossici e storia di traumi cranici o orecchio medio patologico, rappresentano categorie a maggior favorevole alla sorveglianza audiometrica.
La partecipazione all’esame annuale rientra nella prevenzione attiva geriatrica: l’obiettivo è mantenere autonomia, comunicazione e partecipazione sociale nell’invecchiamento.
Chi ha già una perdita uditiva diagnosticata e utilizza sistema protesico acustico resta in follow-up audiologico e può continuare i controlli annuali o più frequenti, secondo indicazione dello specialista.
Non è richiesta prescrizione medica per aderire al controllo in molti contesti regionali, ma è opportuno essere invitati o segnalati dal medico di base o centro geriatrico.
Le linee guida della Organizzazione Mondiale della Sanità per l’assistenza integrata agli anziani raccomandano lo screening uditivo per le persone in età avanzata come parte integrante delle cure di salute geriatrica.
Documenti specialistici italiani segnalano che, pur non esistendo un obbligo nazionale formale di esame audiometrico annuale per tutti gli over 65, è buona pratica clinica proponibile negli ambiti di prevenzione geriatrica vista l’elevata prevalenza di presbiacusia.
Le società di otorinolaringoiatria e audiologia sottolineano l’importanza della diagnosi precoce della perdita uditiva nell’anziano per evitare complicazioni sociali e cognitive.