Dosaggio testosterone totale e libero
Guida completa al dosaggio del testosterone totale e libero negli uomini sopra i 45 anni: motivazioni, esecuzione, frequenza consigliata, limiti dello screening e approfondimenti.
Che cos’è il dosaggio del testosterone totale e libero
Il testosterone è l’ormone sessuale primario negli uomini, prodotto principalmente dai testicoli e controllato dall’asse ipotalamo-ipofisi. Il dosaggio del testosterone totale misura l’ormone legato e libero nel sangue, mentre il testosterone libero rappresenta la frazione non legata alle proteine (SHBG e albumina) che è biologicamente attiva. Il calo del testosterone può accompagnarsi a sintomi quali riduzione della libido, disfunzione erettile, perdita di massa muscolare, affaticamento e osteoporosi.
Perché e quando dosarlo
L’esame è indicato nei casi in cui vi siano sintomi suggestivi di ipogonadismo, disfunzione sessuale, calo della libido, infertilità o patologie che predispongono a riduzione del testosterone (ad esempio diabete, obesità, sindrome metabolica, epatopatia). Le linee guida internazionali indicano che il dosaggio del testosterone non è raccomandato come screening di popolazione negli uomini asintomatici.
Interpretazione dei risultati
Il campione deve essere prelevato preferibilmente al mattino, in digiuno o dopo riposo notturno, poiché il testosterone presenta variazione circadiana. Ripetere il dosaggio almeno una seconda volta se è basso o borderline. I livelli soglia variano in base al laboratorio, ma valori totali inferiori a circa 300-350 ng/dL (≈10-12 nmol/L) e frazione libera ridotta suggeriscono ipogonadismo clinico.
Testosterone libero e SHBG
In presenza di condizioni che modificano la SHBG (obesità, malattie epatiche, ipo/iper-tiroidismo) il testosterone totale può risultare normale ma la frazione libera essere bassa. In questi casi è utile misurare o calcolare il testosterone libero o biodisponibile.
Profilo clinico e diagnosi differenziale
Una diagnosi di ipogonadismo richiede sia la presenza di sintomi compatibili che un riscontro laboratoristico di testosterone basso confermato. Le cause possono essere primarie (disfunzione testicolare) o secondarie (ipotalamo-ipofisi). È necessario valutare FSH, LH, prolattina e altri esami in caso di alterazione.
Contesto italiano
In Italia le società scientifiche Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS) e Società Italiana di Endocrinologia (SIE) hanno pubblicato linee guida sull’ipogonadismo che ribadiscono che la terapia sostitutiva con testosterone va prescritta solo dopo conferma clinica e laboratoristica, e non può essere usata come screening di routine. Le indicazioni italiane richiedono una valutazione individuale del paziente e del suo rischio, piuttosto che un controllo sistematico ogni cinque anni per tutti gli uomini asintomatici.
L’esame può essere proposto ogni cinque anni negli uomini sopra i 45 anni solo in presenza di fattori di rischio, ma non rappresenta ancora una raccomandazione universale accettata. La decisione deve essere condivisa con il medico di base o l’endocrinologo.
Se il soggetto presenta sintomi quali calo della libido, disfunzione erettile, affaticamento, perdita di massa muscolare o osteoporosi o condizioni predisponenti (diabete, obesità, epatopatia), il dosaggio va eseguito immediatamente indipendentemente dal periodo trascorso dall’ultimo.
Il prelievo va effettuato al mattino presto, in condizioni basali, e il referto va interpretato insieme ai valori di FSH, LH, prolattina e SHBG, se indicato.
In assenza di sintomi e fattori di rischio l’esame di routine non è raccomandato, ma può essere considerato come parte di un check-up più ampio della salute maschile.
Uomini di età compresa tra 45 e 120 anni che presentano sintomi compatibili con ipogonadismo (riduzione della libido, difficoltà erettile, perdita di massa muscolare, affaticamento inspiegato) o che sono soggetti a condizioni predisponenti (diabete, obesità, epatopatia, terapia steroidea).
Nei soggetti asintomatici, il dosaggio ogni cinque anni può essere discusso con il medico come parte di un controllo endocrino generale, tenendo conto del profilo di rischio individuale.
Il test non è raccomandato in modo sistematico per tutti gli uomini sopra 45 anni senza fattori di rischio o sintomi.
La decisione di eseguire il dosaggio va condivisa tra medico curante ed eventuale endocrinologo, valutando benefici, rischi e costi.
Il soggetto che ha già avuto dosaggi recenti o in terapia sostitutiva testosterone richiede monitoraggio e follow-up specialistico, non semplicemente la ripetizione ogni cinque anni.
Le linee guida della Endocrine Society raccomandano che la diagnosi di ipogonadismo sia basata su sintomi e segni compatibili e su livelli di testosterone bassi confermati, misurati al mattino.
Le società europee indicano che lo screening di routine degli uomini asintomatici non è raccomandato, sebbene la valutazione mirata nei soggetti a rischio sia appropriata.
In Italia le linee guida di SIAMS/SIE ribadiscono che la terapia sostitutiva va riservata a casi confermati e non supportano la misurazione sistematica in uomini sani e asintomatici.
Fonti e riferimenti
- Endocrine Society – Testosterone Therapy in Men With Hypogonadism (2018)
- American Urological Association – Testosterone Deficiency Guideline
- SIAMS – Ipogonadismo clinica, complicanze e diagnostica (Italia)
- Associazione Medici Endocrinologi – Ipogonadismo (Italia)
- MSD Manuals – Ipogonadismo maschile (Italia)